COMITATO MEDJUGORJE
Aiuta gli strati poveri della popolazione: italiani e stranieri. Gli aiuti consistono principalmente in vestiario, mobilio, elettrodomestici, carrozzelle per bimbi e di tutto quanto ogni volta possiamo disporre, compresi alimenti che, per scadenza a breve, non possiamo esportare. Effettua spedizioni anche a livello internazionale. via Martiri Libertà 19
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UN CAMMINO INIZIATO NEL 1984...
Quando, nel giugno 1981 la Vergine Maria si presentò per la prima volta a 6 ragazzini di un paesino sperduto dell’Erzegovina chiamato Medjugorje, la notizia cominciò a diffondersi inizialmente nei villaggi dei dintorni e poi nelle cittadine vicine, attirando molte persone, ma sempre in un ambito prevalentemente locale.
La Jugoslavia era allora sotto un regime comunista, e questo non era certo propenso a dare diffusione alla notizia di apparizioni della Madonna. Anzi, mise in atto tutta una serie di misure per soffocare l’avvenimento, senza però riuscirci.
In questo quadro, le autorità comuniste pensarono di ricorrere, oltre che a quella delle minacce, degli arresti, del carcere, anche all’arma del sarcasmo. Così un giorno, sul giornale del partito di Belgrado, comparve un articolo a tutta pagina dove si ridicolizzava l’avvenimento e la Madonna veniva presentata in una vignetta sotto forma di strega che attraversava il cielo a cavallo di una scopa.
Accadde però qualche cosa che le autorità comuniste non avevano previsto.
A Belgrado c’erano le ambasciate di quasi tutti i paesi del mondo: così, nell’arco di 24 ore, tutto il mondo venne a sapere che in un piccolo paese dell’Erzegovina qualche cosa di strano stava avvenendo.
A poco a poco cominciarono ad arrivare i primi giornalisti, tra mille difficoltà per l’atteggiamento fortemente ostile della polizia e poi i primissimi pellegrini, singoli o a piccoli gruppi.
Dall’estero, tra i primi ad arrivare furono gli italiani, a partire, salvo qualche eccezione, dal 1983.
Nel 1984 l’affluenza cominciò ad aumentare, sia pure ancora in forma ridotta.
Ed è proprio nel 1984, in occasione della festività dell’Immacolata Concezione, che arrivò a Medjugorje un commercialista di Torino, il Dr. Vitale Bertorello, insieme alla moglie Giovanna. Egli fu talmente colpito dall’eccezionalità dell’avvenimento, che, al ritorno, decise di parlare ad amici e conoscenti dell’esperienza vissuta, e, visto l’interesse suscitato, nell’arco di qualche mese decise di organizzare per loro i primi pellegrinaggi a Medjugorje. Dopo soltanto un anno, nel 1985, visto l’interesse che continuava a svilupparsi intorno alla sua iniziativa, decise di fondare un Comitato con l’obiettivo di dare la maggior diffusione possibile al messaggio che la Vergine Maria stava dando all’umanità da Medjugorje.
Quando, nel giugno 1981 la Vergine Maria si presentò per la prima volta a 6 ragazzini di un paesino sperduto dell’Erzegovina chiamato Medjugorje, la notizia cominciò a diffondersi inizialmente nei villaggi dei dintorni e poi nelle cittadine vicine, attirando molte persone, ma sempre in un ambito prevalentemente locale.
La Jugoslavia era allora sotto un regime comunista, e questo non era certo propenso a dare diffusione alla notizia di apparizioni della Madonna. Anzi, mise in atto tutta una serie di misure per soffocare l’avvenimento, senza però riuscirci.
In questo quadro, le autorità comuniste pensarono di ricorrere, oltre che a quella delle minacce, degli arresti, del carcere, anche all’arma del sarcasmo. Così un giorno, sul giornale del partito di Belgrado, comparve un articolo a tutta pagina dove si ridicolizzava l’avvenimento e la Madonna veniva presentata in una vignetta sotto forma di strega che attraversava il cielo a cavallo di una scopa.
Accadde però qualche cosa che le autorità comuniste non avevano previsto.
A Belgrado c’erano le ambasciate di quasi tutti i paesi del mondo: così, nell’arco di 24 ore, tutto il mondo venne a sapere che in un piccolo paese dell’Erzegovina qualche cosa di strano stava avvenendo.
A poco a poco cominciarono ad arrivare i primi giornalisti, tra mille difficoltà per l’atteggiamento fortemente ostile della polizia e poi i primissimi pellegrini, singoli o a piccoli gruppi.
Dall’estero, tra i primi ad arrivare furono gli italiani, a partire, salvo qualche eccezione, dal 1983.
Nel 1984 l’affluenza cominciò ad aumentare, sia pure ancora in forma ridotta.
Ed è proprio nel 1984, in occasione della festività dell’Immacolata Concezione, che arrivò a Medjugorje un commercialista di Torino, il Dr. Vitale Bertorello, insieme alla moglie Giovanna. Egli fu talmente colpito dall’eccezionalità dell’avvenimento, che, al ritorno, decise di parlare ad amici e conoscenti dell’esperienza vissuta, e, visto l’interesse suscitato, nell’arco di qualche mese decise di organizzare per loro i primi pellegrinaggi a Medjugorje. Dopo soltanto un anno, nel 1985, visto l’interesse che continuava a svilupparsi intorno alla sua iniziativa, decise di fondare un Comitato con l’obiettivo di dare la maggior diffusione possibile al messaggio che la Vergine Maria stava dando all’umanità da Medjugorje.

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